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Manifestazione NO TAV “Diamoci un taglio” (23/10/2011)

Il nome della manifestazione di ieri era anche lo slogan ed uno degli obbiettivi della mobilitazione. Per chi non conoscesse la situazione della Val di Susa, è da oltre vent’anni che il movimento NO TAV (TAV è l’acronimo di “Treno Alta Velocità” ndr.) lotta e si batte contro le istituzioni e gli interessi: delle lobby, dei mafiosi, di tanti partiti (con diversi colori politici, tutti uniti per il taglio della torta finale) e di tanta altra grigia gente senza scrupoli, con solo lo scopo del guadagno facile alle spalle della popolazione locale e dell’intero popolo. Sono vent’anni che la lotta in questa valle continua, imperterrita, con coraggio e determinazione… perché la TAV è veramente un mostro che non deve essere costruito, perché sappiamo tutti quanti come vanno a finire le grandi infrastrutture in Italia, conosciamo tutti la tecnica dei sub-appaltamento, dove grandi società e mafie si dividono la torta, senza dimenticare che questo cantiere durerà vent’anni (e che probabilmente non verrà mai ultimato), con la linea ferroviaria attuale completamente sotto-utilizzata, le polveri d’amianto che usciranno dal mostruoso tunnel, l’impatto ambientale devastante che comporterebbe un opera del genere ecc. Così i telegiornali spinti dai partiti, per mesi hanno continuano ad attaccare questo movimento (e continueranno a farlo).

Dopo i fatti di Roma di qualche settimana fa, gli stessi politici desideravano un morto durante questa giornata, lo dimostra la morbosa disinformazione mediatica nei giorni precedenti alla manifestazione, gli oltre 2000 agenti di polizia e carabinieri posti a presidiare un cantiere che non esiste, la militarizzazione della valle e l’instauramento di una zona rossa, che i telegiornali hanno più volte definito invalicabile. Ebbene durante il 23 Ottobre si è dimostrato che con la determinazione si possono superare le barriere imposte dai potenti, si possono superare i limiti illegali definiti da un sistema corrotto, che pone prima il guadagno personale, rispetto al benessere ed alla salute dei cittadini. Sono state tagliate le prime reti della zona rossa, a pochi chilometri dal falso cantiere, altri sono passati dai boschi, usando sentieri secondari, mentre un elicottero (assolutamente inutile) continuava a girare sopra le loro teste, sorvegliando cittadini che avevano solo la volontà di proteggere questo paese in mano a gente senza scrupoli.

Alla fine della giornata, tutti i manifestanti, senza l’uso di violenza (ricordo che il movimento NO TAV è sempre stato non-violento) sono riusciti a raggiungere il rifugio Clarea, una piccola zona occupata dagli attivisti poco distante dalle recinzioni del falso- cantiere. L’ultimo spiraglio di libertà prima della zona militare.

La giornata è stata una vittoria per pochi e semplici motivi: sono state tagliate le reti della zona rossa, tante volte definita inviolabile dai giornali, i manifestanti a volto scoperto e senza l’uso della violenza, con coraggio si sono addentrati nel territorio che è stato sottratto dai militari, è stato reso inutile l’utilizzo di tante forze militari che servivano soltanto a cercare violenza da dare in pasto ai media e quindi a giustificare inutili metodi repressivi.

Questa giornata è stata solo un primo passo di tante altre battaglie. Lo stesso Alberto Perino, uno degli attivisti più conosciuti del movimento (da molti definito il leader, ma io ricordo che il movimento non ha capi) afferma che le settimane durante l’anno sono tante e che se davvero hanno intenzione di fare questa TAV dovranno spendere un capitale di soldi per proteggere questo falso cantiere. Questo significa che la lotta non è finita, e nelle prossime settimane si continueranno a tagliare queste reti illegali. A sarà dura!

Diario Personale della manifestazione:

Questo è un piccolo diario che riassume ciò che ho visto e vissuto durante il reportage della manifestazione:

  • Parto da casa alle 8:20 del mattino, alle 9:00 sono ad Alpignano, mi incontro con un amico per partire verso la manifestazione.
  • Dopo pochi minuti partiamo per Susa, per raggiungere la Valle usiamo la strada statale, preferiamo evitare di farci fermare dalla polizia facendo la tangenziale.
  • Raggiungiamo Susa alle 10 (circa) senza particolari problemi, non sapendo con precisione dove parcheggiare a Giaglione (luogo di partenza della manifestazione ndt) fermiamo la macchina in un parcheggio a Susa.
  • C’incamminiamo verso Giaglione seguendo tanta gente, che come noi, sta salendo a piedi. Sono diversi chilometri di salita, un ottimo modo per scaldarsi, la temperatura è di circa 8 °C.
  • Arriviamo a Giaglione dopo più quaranta minuti di cammino, non siamo ancora stanchi. Io inizio a fare le prime foto. Sta ancora arrivando gente e sono le 11 passate. [Vedi foto]
  • Finalmente si parte, non mi trovo davanti al lungo cordone di persone, noto con piacere che c’è gente che è arrivata anche dal sud Italia, altri invece arrivano dalla Francia.
  • La marcia si rivela più lunga di quanto immaginassi, iniziamo a passare attraverso alcuni caratteristi paeselli di montagna. L’elicottero della polizia è perennemente sulla nostra testa. [Vedi foto]
  • La strada diventa sterrata, inizia la prima boscaglia [Vedi foto]. Si cammina lentamente perché siamo veramente in tanti, qualcuno vocifera che probabilmente siamo più di 10.000 persone, io sinceramente non saprei, ma comunque siamo in tanti!
  • Ci avviciniamo alla prima barricata, c’è un po d’incertezza, ma alla fine decido di passare attraverso i boschi. Alcune persone invece rimangono davanti alla barricata. Dopo scoprirò che l’hanno infine tagliata e sono passati dal sentiero principale, io invece ho iniziato a scalare una collina, prima di salire poso la macchina fotografica nello zaino e inizio a scalare pungendomi con le spine dei ricci delle castagne. Non ho le scarpe adatte, ma in qualche modo riesco a salire. Mi riposo un minuto in cima alla collina.
  • Siamo tutti consapevoli di aver superato la zona rossa, non sappiamo quello che ci aspetta, ma malgrado ciò continuiamo a camminare. Il gruppo si è diviso in tante parti, una parte passa attraverso il sentiero principale (quello con la recinzione), altri invece passato attraverso i tanti sentieri che ci sono per i boschi. L’elicottero vola più basso, per cercare di vederci attraverso gli alberi.
  • Per poco non mi faccio seriamente male. Stavamo camminando lungo un sentiero, ad un certo punto sulla mia sinistra sento alcuni strani movimenti, pensavo fosse la polizia, poi dopo pochi secondi mi trovo davanti cinque daini (credo, non sono sicuro) spaventati ed impazziti, se non mi fossi gettato a terra, ora non sarei qui a scrivere, perché un daino mi ha fisicamente saltato, ringrazio chi ha urlato di buttarmi a terra.
  • Raggiungiamo il torrente Clarea, noto un po di tensione tra la gente, alcuni ricordano di non cedere alla violenza e di non rispondere alle possibili provocazioni.
  • Raggiungiamo il ponte [Vedi foto], è chiuso da un numero enorme di militari, dopo che mi sono rifocillato (anche il mio amico) ho attraversato il torrente aggirando il continente di militari che bloccavano il ponte.
  • Sono rimasto a fare tante fotografie ai militari ed ai manifestanti [Vedi foto], che ormai hanno circondato il ponte ed hanno raggiunto il rifugio. Molti decidono di mangiare, non pare ci sia tensione nell’aria.
  • Dopo l’assemblea [Vedi foto] avviene ancora qualche gesto simbolico verso la polizia, scatto qualche foto [Vedi foto], qualcuno immagina uno sviluppo negativo dei fatti seguenti, ma invece tutto scorre liscio. Alle 16 (circa) io ed il mio amico ci mettiamo in marcia per tornare, come tanti altri. Qualcuno invece decide di passare la notte al rifugio.
  • Fotografo il falso cantiere [Vedi foto] e mi avvio verso la strada del ritorno. Per tornare alla macchina sono necessari molti sforzi ed infine si arriva alle 17:30.
  • Nel ritorno temevamo posti di blocco, ma tutto è tranquillo. C’è solo molto traffico, che dimostra che eravamo davvero in tanti.
  • Arriviamo ad Alpignano e saluto il mio amico. Torno a casa che sono le 19:00.

Ho scattato oltre 156 foto durante questa manifestazione:

Si trovano tutte nella Photogallery

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Il torinese dall’alto

Ho caricato alcune foto che ritraggono Torino ed i vari dintorni del torinese dall’alto. Per queste foto panoramiche mi sono recato sulla collina di Superga, salendo in cima alla cupola, nel balcone panoramico.

La vista da questo punto è davvero spettacolare e si possono vedere tantissimi luoghi differenti del Piemonte, le vicinanze Torino e la città stessa.

Anche senza l’uso di alcun cannocchiale si può vedere la Mole Antonelliana, molte delle più importanti piazze della città, la Stazione di Porta Nuova, Le zone periferiche di Torino, il Fiume Po e qualche scorcio di Murazzi.

Portando lo sguardo altrove, oltre la città, in una giornata con poca foschia si può vedere il temibile e misterioso Monte Musinè, che sembra vegliare sulla Val di Susa.

Il monte sulla destra è il Musinè.

Poi con l’ausilio di teleobiettivi o binocoli, si possono vedere molte altre cose in lontananza: La città di Settimo Torinese, Volpiano, San Benigno Canavese con la sua strana chiesa, Montanaro, Bosconero ed addirittura il castello di Agliè.

Penso che sia uno dei punti panoramici migliori (a parte le montagne) in Piemonte. E’ un punto molto frequentato dai fotografi piemontesi e per qualche euro è possibile salire e rimanere tutto il tempo che si vuole 😉

Guarda tutte le foto

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Qualche foto da Prato

Questo non è il primo articolo che scrivo su Prato, tra il materiale che ho pubblicato in questo sito c’è un articolo sul palazzo Pretorio della città ed un altro che parla del Duomo.

Oggi finalmente ho avuto il tempo di caricare le foto rimanenti, che praticamente sono gli “scarti” di ciò che è avanzato dalle foto che ho fatto, scarti che comunque sono ben fatti, che ritraggono cose piuttosto atipiche ed assolutamente non turistiche. Le ho fatte ad inizio Luglio, quando ho avuto modo di passare circa una settimana in Toscana. Questa volta le elencherò con ordine, descrivendo anche brevemente il soggetto delle foto:

Le due foto sottostanti sono state fatte dalla Piazza del Mercato Nuovo a Prato,  ritraggono una fabbrica, si trova in una zona piuttosto periferica della città, non molto distante dalla riva del fiume Bisenzio.

Le due foto sottostanti, ritraggono il tempio buddhista “Pu Hua Si”, la particolarità è che questo è il primo tempio buddhista aperto in Toscana. E’ stato aperto pochi anni fa, dentro ad un capannone dismesso di una vecchia azienda artigianale. La struttura può ospitare “solo” 300 fedeli alla volta, che a conti fatti non è tantissimo considerando che solo nel 2009 erano oltre 30.000 i residenti a prato di origine cinese (di cui almeno il 70% si dichiara buddhista), non a caso Prato è la città con il maggior numero di cinesi in Italia (per mancanza di tempo non sono riuscito a fare delle foto alla China Town di Prato). Se siete curisosi leggetevi questo enorme articolo che è stato scritto su di esso 😉

Per finire, le due foto sottostanti ritraggono il fiume Bisenzio, l’unico corso d’acqua che taglia in due parti la città. Le fotografie le ho fatte dal Viale Galileo Galilei. E’ un ottimo luogo per correre o passeggiare.

Le foto che ho aggiunto oggi sono 14

Nella Photogallery le puoi vedere insieme anche a tutte le altre foto di Prato.

 

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Piazza Della Signoria (Firenze)

Una delle piazze più importanti e conosciute di tutte Firenze… da molti denominata come museo a cielo aperto, contiene un innumerevole numero di tesori architettonici di enorme valore artistico e storico.

Anche la stessa forma della piazza è particolare… con una struttura ad “L”, frutto di innumerevoli trasformazioni che nel corso dei secoli hanno sempre mantenuto l’importanza nei confronti del Palazzo Vecchio, attualmente il comune di Firenze. Esso è stato edificato verso la fine del ‘200 inizialmente come sede dei Priori delle Arti. Dal 1540 al 1565 ospita la famiglia dei Medici (la famiglia che controllava politicamente la città all’epoca), finché poi essa si trasferì in una zona oltre il fiume Arno, nel palazzo Pitti.

Una delle opere d’arte più belle della piazza è costituita dalla fontana del Nettuno (soprannominata anche come il Biancone), dinanzi al palazzo Vecchio. Quest’opera è di Bartolomeo Ammannati, con rappresentate diverse figure marine, divinità dal gusto greco-romano ed ovviamente la statua del Dio Nettuno.

In mezzo ed ai lati della piazza ci sono molte altre opere d’arte, come la statua equestre di Cosimo I de’Medici, completata nel 1594, essa è completamente in Bronzo e fu realizzata da uno dei più in voga artisti dell’epoca il Giambologna.

Altre foto di questa piazza si trovano nella Photogallery.

 

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Fotografie della cerimonia di partenza del Tour De France (Pinerolo)

Oggi ho fatto un reportage fotografico della cerimonia e della partenza nella città di Pinerolo, di una delle tappe del Tour De France, in partenza per un percorso che è arrivato fino al monte Galibier dalla bellezza di 2.645.

Probabilmente sto scrivendo cose assolutamente ovvie, dato che per gli appassionati di ciclismo che leggono queste righe penseranno (giustamente) che non faccio altro che rimarcare ciò che si è visto oggi.

Quindi non mi soffermo sulle ciance e sui risultati dato che potete leggerli su qualsiasi testata o blog… questo luogo invece è un blog di fotografia (anche se non è del tutto vero dato che mi incentro su tanti argomenti 🙂 ) e pertanto è giusto lasciare la parola alle foto, che io ritengo valgano più delle mia futili ed inutili parole.

Non sono tutte dei capolavori, ma alcune di esse mi hanno soddisfatto… le ho scattate principalmente da sotto al palco, durante la rituale firma da parte dei corridori, poi finita questa parte mi sono trasferito velocemente per fare qualche foto del passaggio dei ciclisti nel centro storico di Pinerolo.

Ecco alcune foto della manifestazione:

Clicca sulle foto per ingrandirle a pieno formato.

Altre foto? Le trovi nella Photogallery

 

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Firenze al tramonto

Ho fatto qualche foto da uno dei punti di Firenze più conosciuti dai turisti: Piazzale Michelangelo. E’ un enorme parcheggio che si trova sopra una collina che permette di vedere la città dall’alto (non è comunque l’unico punto dove si può vedere l’intera città).

Io ho avuto la fortuna di vedere il tramonto da questo punto, che non è per nulla sconosciuto dato che c’erano tantissimi Giapponesi che fotografavano all’impazzata 🙂

Per il momento ho caricato solamente 11 fotografie da questo punto, nei prossimi giorni ne caricherò altre approfittando per parlare della storia di Piazzale Michelangelo e della cinta muraria di Firenze. Per il momento accontentatevi di queste foto che spero siano di vostro gradimento! 😉

Clicca sulle foto per ingrandirle a pieno formato

Le foto non sono tutte qui…

Guarda altre foto nella Photogallery

 

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