Categoria: Abbandono

Sotto il cementificio

Cosa c’è di più bello di trovarsi dentro un colosso del cemento abbandonato, e sapere di avere centinaia di tonnellate di mattoni sopra la testa? Nessuno, è il paradiso in terra.

Questa foto l’ho fatta dentro un colosso del cemento nel Monferrato. Un colosso silenzioso che racconta d’una storia del cemento che in Italia ormai appartiene alla storia.

Il video che ho fatto in questo posto un paio di mesi or sono:

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Degrado e murales

Ci sono edifici abbandonati che sono tappezzati di scritte e scarabocchi, queste scritte sono da distinguere bene dai murales, che io reputo una forma d’arte. Arte che è da considerare arte, quando non rovina altre opere d’arte, ho visto murales applicati sopra pareti di ville antiche e storiche, in questo caso sono deplorevoli, mentre ho visto opere applicate a muri senza valore, in questo caso ritengo che essi possano accrescere il valore del luogo stesso.

Molte volte quindi si pensa che i murales siano sinonimo di degrado e distruzione, io ritengo che la verità sia nel giusto mezzo, come in ogni cosa. Non hanno senso le scritte che molti personaggi creano solo per accrescere il proprio ego, per poter dire: “sono passato qui“, mentre certe opere hanno senso d’esistere, se non rovinano o intaccano il valore del luogo. E’ un discorso lungo e complesso, che sicuramente affronterò in un vlog.

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Capannone nell’Ex Manifattura Tabacchi

L’ex manifattura tabacchi di Torino è una storica fabbrica ormai abbandonata all’interno della città. Oggi è parzialmente utilizzata per varie attività di natura culturale, ma per il 99% è totalmente abbandonata. Questa foto è stata scattata all’interno di essa due anni fa, e ciò che colpisce più all’occhio sono i grandi spazi che un tempo erano magazzini, oggi del tutto inutilizzati!

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La fine della vita di montagna…

Se c’è un abbandono che mi mette una tristezza infinita è quello rurale di montagna. Se ad esempio una casa abbandonata in pianura mi dona stupore, una fabbrica curiosità ed una villa meraviglia. Le case di montagna dimenticate mi provocano un magone interiore che spesso non riesco a comprendere.

Sarà che per me sono luoghi lontani dalla mia quotidianità, la montagna non m’appartiene, se mai è appartenuta a qualcuno. Eppure sento che queste case, costruite con fredde pietre del luogo e assemblate con pavimenti e balconi in legno, cercano di comunicarci qualcosa. Cercano disperatamente d’avvertirci di non abbandonare del tutto le nostre radici, che dimenticare il nostro passato è come rinnegare categoricamente il futuro e che questa antica cultura di montagna, oggi mutata nel rumoroso turismo della domenica, va protetta e recuperata.

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Una finestra molto dark

Normalmente non sono molto propenso a scattare foto “horror” o più generalmente “dark”, non perchè non piacciono, ma normalmente tendo a fare fotografia in un modo nettamente differente. Eppure ogni tanto mi cimento in questo “genere”, anche grazie ad ambienti come ville abbandonate, castelli e cimiteri, che sicuramente sono location molto valide per questo tipo di fotografie.

Questa l’ho scattata all’interno della Villa di Leri Cavour. Non è nulla d’originale o di particolarmente elaborato, ma non si può dire che non sia d’effetto.

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Romitorio abbandonato

Nella piccola frazione di Mastri, non tanto distante da Feletto, ci sono i resti abbandonati d’un antichissimo Romitorio, questi resti sono comunque conservati all’associazione I Cavalieri di Sant. Eusebio, che negli ultimi anni hanno fatto moltissimo per salvare e non far andare persi, qui pochi rimasugli che restano di quest’antica testimonianza del passato di questo territorio.

Ieri non ho fatto il consueto post delle 18:00, mi scuso!

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