Agliè (TO)

Agliè è un piccolo comune italiano di circa 2.603 abitanti, si trova nella provincia di Torino in Piemonte, ai vicino all’area del Canavese.

Dati tecnici generali:
Altitudine: 315 metri sopra il livello del mare
Superficie: 13,28 km²
Densità: 195,4 ab./km²

Agliè è un paese che conosco bene, non è molto distante dal paese dove abito io, inoltre ci vado praticamente ogni settimana (una parte della mia famiglia abita da queste parti). Quindi è un luogo che conosco come le mie tasche, ma è anche allo stesso tempo un paese che nasconde più facce della medaglia; da un lato c’è il bellissimo castello ducale, le piccole vie che percorrono il borgo e se ci si allontana dal centro è possibile godere di paesaggi naturali completamente intatti, con campagne e prati che sembrano rimasti esattamente come secoli fa. Inoltre ci sono anche altri luoghi interessanti, come ad esempio le colline nella frazione della Madonna Delle Grazie, che offre anche in questo caso, paesaggi piuttosto intatti dalla modernità ed interessanti luoghi che rendono questo piccolo paese piuttosto variegato.

In questo articolo parlerò solamente del castello e del borgo, nelle prossime settimane farò anche delle foto della bellissima campagna di Agliè.

Storia del paese:

Il borgo si trova sopra sopra gli antichi resti della città di Alladium, un antico insediamento romano. Tale insediamento era con molte probabilità situato sulle colline della Madonna Delle Grazie.
Nei primi anni 1000 ad Agliè c’era già un castello, che aveva la funzione di protezione militare. Dopo circa un secolo, dei documenti attestano che il territorio divenne feudatario da parte dei San Martino di Rivarolo e di Agliè. Nel 1384 dopo tanto tirare la corda da parte dei tiranni dell’epoca avvenne quello che oggi gli storici chiamano il turchinaggio, nella zona adiacente di Agliè scoppiò una violentissima rivolta popolare (sopratutto dai contadini verso i nobili), che purtroppo fu zittita con il sangue da Amedeo VII, re piuttosto famoso per i suoi metodi cruenti e per la sua non curanza nel versare il sangue di altri uomini. Curiosamente ad Agliè la ribellione non avvenne, forse per via di un governo meno oppressivo rispetto ad altri territori.
Malgrado ad Agliè non ci fu la rivoluzione del turchinaggio, il paese subì la lotta tra due casate, quella dei San Martino (che governava Agliè) ed i Ghibellini conti di Valperga.
Ma nella storia si susseguono tante vicende e non c’è paese che non abbia subito saccheggi da mercenari… Agliè non fa eccezione e nella metà del secolo XIV il paese fu saccheggiata da un gruppo di mercenari che però risparmiarono il castello (forse perché protetto meglio del paese).
Altri saccheggi e razzie generati dai contrasti tra canavesani ed Agliè, avvennero anche dopo il 1355, quando il Re Carlo V donò ai marchesi del Monferrato molti possedimenti, incluso Agliè.
Nel 1391 iniziò un periodo decisamente più tranquillo con l’avvento dei Savoia che s’insediarono nel castello di Agliè. I paesani ottennero diversi privilegi e vennero scritti gli statuti comunali, ancora oggi leggibili e perfettamente conservati nel comune. Nel corso degli anni successivi il potere dei Savoia aumentò drasticamente, tanto da aumentare il loro controllo su Bairo, Torre, Ozegna, una parte di Pont, Salto, Rivarolo e Castelnuovo.
Nel secolo XIV il borgo subì diverse conseguenze dovute alla guerra tra Savoia e Francia… fino al 1561, quando la pace venne restaurata.
Nel ‘600 il castello subì moltissime modifiche architettoniche, che lo resero un festoso palazzo, più simile a quello visibile oggi, rispetto all’aspetto prettamente pratico che aveva l’originale castello di Agliè.
Dopo il 1667 non vengono effettuate più modifiche al castello, se si esclude la scala del Michela del 1724.
Nel 1724 il feudo venne venduto ad il duca Benedetto Maria Maurizio che ordinò immediatamente la realizzazione di sostanziali modifiche al castello che venne completamente modificato sopratutto sul versante della piazza.

Nel 1796 il castello fu invaso dai Francesi e spogliato dei suoi mobili. Una volta finita l’epoca napoleonica, nel 1825 Carlo Felice prese possesso del castello che fece effettuare altre modifiche, facendo costruire al suoi interno un teatro. Oggi il castello è di proprietà dello stato… fu venduto dai Savoia nel 1939.

Cronologia della storia del castello:

1019 – Macuniacum (Agliè) rientra tra le terre che il conte Ottone sottomette all’abate di Fruttuaria.
1041 – Macuniacum rientra tra i possedimenti del vescovo di Ivrea Enrico.
1141 – Agliè è citato tra i territori dei Conti di San Martino.
1200 – Presenza di primi insediamenti difensivi sul luogo ove sorge il Castello.
1213 – Alleanze tra Ivrea e i Conti del Canavese tra cui i San Martino di Agliè.
1259 – Il Castello compare tra le proprietà di Enrico San Martino conte di Rivarolo.
1343 – Capitolazione del Castello di fronte alle truppe imperiali.
1354 – La regina Giovanna di Napoli dona ai conti di Agliè le reliquie di San Massimo Vescovo di Reiz.
1355 – L’Imperatore Carlo IV cede Agliè ai Marchesi del Monferrato.
1363 – Pietro Azario attribuisce ai Conti di San Martino le proprietà di Agliè e del castello.
– Savoia pagano 200 fiorini per il riscatto del prevosto di Agliè catturato dai soldati imperiali.
– Pietro Azario, De Bello Canapiciano (cronaca della guerra Guelfo-Ghibellina, 1339-1343).
1368 -1370 – Nel Liber Decimarum si fa menzione della Plebs Agladii (Agliè).
1382 – Invasione del borgo di Agliè da parte di Antonio da Mazzè con l’aiuto dei Sangiorgesi.
1385 – Intervento dei Savoia per porre termine alle lotte intestine nei territori di Agliè.
1391 – I Savoia ristabiliscono la pace e concedono privilegi ai cittadini di Agliè.
1448 – I conti di Agliè concedono gli Statuti.
1466 – Investitura dei signori di Agliè delle terre di Pont, Bairo, Torre, Salto, Rivarolo, Castelnuovo, Valperga e Mazzè.
1514 – Bernardino di Agliè acquista metà del castello di Ozegna con i relativi territori.
1537 – Agliè è assediata dai Savoiardi.
1557 – I Francesi occupano il castello e il borgo.
1558 – Il Maresciallo francese Cossé de Brissac traccia la Bealera di Caluso che preleva acqua dall’Orco.
1561 – Ristabilimento della pace con la Francia.
Giacomo di Agliè giura fedeltà a Emanuele Filiberto di Savoia.
1570 – Emanuele Filiberto fa costruire la bealera di Caluso (Castellamonte-Mazzè) che preleva acqua dall’Orco.
1600 – Una terribile pestilenza spopola quasi interamente il borgo.
1604 – Nasce il Conte Filippo San Martino di Agliè, secondogenito di Giulio Cesare di San Martino di San Germano e di Ottavia Gentile.
1627-1630 – Filippo San Martino di Agliè diventa gentiluomo di camera del Cardinale Maurizio di
Savoia.
1637-1640 – Filippo diventa consigliere personale di Maria Cristina di Francia e ministro di Stato.
1644 – Inizia la trasformazione del Castello di Agliè che da struttura medievale diventa Palazzo di villeggiatura.
1650-1655 – Il Castello è restaurato su progetto dell’architetto Amedeo di Castellamonte diventa una residenza degna di ricevere principi e regnanti.
1656 – Viene costruita la cappella di San Massimo, simmetrica a quella di San Michele.
1665 – Giovanni Paolo Recchi affresca il salone del Castello con scene dell’incoronazione di Re Arduino.
1667 – Morte di Filippo di Agliè.
1682 – Il Theatrum Sabaudiae riporta una veduta a volo d’uccello del Castello.
1724 – Dopo un periodo di lunga trascuratezza si edifica la cosiddetta scala del Michela progettata da Costanzo Michela e costruita dall’impresario Carlo Cappelaro di Mongrando.
1748 – Pace di Acquisgrana. Terminano le scorribande dei Francesi nel Canavese.
1754 – Giacomo Schiera disegna il Catasto di Agliè e la mappa del Comune di Agliè nel “Libro Campagnolo” conservato nell’Archivio Storico del Comune.
1760-1770 – L’architetto Camerale Ferraris disegna il territorio di Agliè con il tracciato della Bealera di Caluso.
1764 – Il feudo di Agliè, Bairo e Ozegna, appartenente al Marchese Carlo Emanuele di San Martino e al conte Francesco Flaminio di San Martino è acquistato da Carlo Emanuele III per il figlio Benedetto Maria Maurizio duca del Chiablese.
1766 – Progetto degli interventi dell’architetto Ignazio Birago di Borgaro.
Accordo con il comune di Agliè per la cessione del sito su cui sorgeva la Chiesa parrocchiale e riedificazione della nuova
1776-1770 – Costruzione della manica nord-ovest del Castello con le parti di rustico.
1768 – Costruzione del “voltone” per coprire il rio Rioalto.
1771 – Michel Benard disegna il parco geometrico, contemporaneamente a quelli di Stupinigi, Moncalieri e Venaria. L’architetto Birago di Borgaro progetta il nuovo assetto del Castello e la nuova Chiesa parrocchiale.
1775 – Costruzione del campanile della parrocchiale in sostituzione della torre civica.
1778 – Costruzione della Galleria alle tribune e demolizione degli edifici sulla piazza.
1781 – Michel Benard progettò il Parco del Castello secondo lo schema del Giardino all’Italiana.
1796 – Alienazione del Parco e del filatoio. Il Castello è destinato al ricovero di mendicità, i mobili sono trasferiti al Castello di Rivara requisito dal generale Jourdan, capo delle truppe di occupazione.
1812 – Carlo Boggio, ingegnere, disegna il parco di Agliè e i canali di ripartizione delle acque.
1825 – Carlo Felice prende possesso del Castello e affida i restauri all’architetto Michele Borda di Saluzzo.
Allestimento della cappella di San Massimo con la colonna ricevuta dal Papa a ricordo dei contributi di Carlo Felice alla ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma dopo l’incendio.
Inizio degli scavi di Luigi Biondi alla “la Ruffinella” di Tuscolo. I materiali costituiranno la collezione “monumenta tusculana”.
L’architetto Michele Borda trasforma la cappella di San Michele in teatro.
1828 – Giovan Battista Colla disegna il giardino del Castello.
1829 – Giacomo Marchino, allievo di Giuseppe Bonzanigo, esegue il crocifisso d’avorio ricavato dalla
zanna “dell’elefante (Friz) che si trova vivente a Stupinigi”; attualmente questo crocifisso è al posto del ciborio del Brassiè.
1831 – Carlo Felice lascia Agliè al secondogenito di Carlo Alberto, Ferdinando di Savoia Duca di Genova, con usufrutto alla vedova Maria Cristina .
1838 – Allestimento della sala: MONUMENTA TUSCULANA con i primi reperti archeologici di Tuscolo.
1839 – Riordino dei giardini e realizzazione della serra sotto la Galleria di ponente. Xavier Kurten interviene nell’ideazione del nuovo assetto del parco romantico o all’inglese.
Il geometra Gallinetti definisce l’assetto del Rio e dei laghi, si realizza l’imbarcadero per il ricovero delle barche presso il laghetto.
1845 – Si concludono i lavori della trasformazione paesaggistica del parco geometrico a parco
all’inglese.
1848-1849 – Maria Cristina rinnova l’arredamento rispetto allo stile imposto dal Re Carlo Alberto.
1854 – A. Bisetti realizza il mosaico pavimentale che rappresenta la Battaglia di Asso.
1878 – Costruzione della nuova strada di accesso al borgo che separa il giardino dal parco.
1880 – Terminano i lavori sulla facciata sinora lasciata incompiuta e si realizza l’aiuola della piazza antistante il Castello.
1903 – Guido Gozzano ventenne scrive del “grande parco” dove “tutto tace”.
1908 – Il Pregadio è trasformato in sala da bagno.
1932 – I figli di Tommaso II Duca di Genova donano ad Agliè il corpo del martire San Publiano, custodito nel Castello.
1939 – Alienazione del Castello al Demanio dello Stato.
1953 – Il Soprintendente Umberto Chierici esegue i primi restauri al Castello.
1958 – Acquisizione della collezione di Ceramiche Orientali donate dell’ingegner Giuseppe Canova.
1978-1980 – Intervento di restauro del giardino. Il Parco bonificato è finalmente riaperto al pubblico.
2003 – Apertura al pubblico del mezzanino sopra le serre, occupato da Umberto Chierici per i suoi soggiorni in castello.
2004 – Apertura al pubblico della Galleria alle Tribune.
2005 – Apertura al pubblico dell’Ospedaletto.
2006 – Apertura al pubblico della Sala di Pittura dell’Appartamento del Re.

Cronologia del castello di Agliè © ilcastellodiaglie.it

Curiosità di Agliè:

Nel castello di Agliè è stata girata il famoso film a puntate “Elisa di Rivombrosa“, grande successo del 2003/2004, girato appunto nel castello e nei giardini del castello di Agliè.

Nel 1968 è stato girato il film ad episodi “La Freccia Nera” dalla regia di Giulio Majano.

La Villa Meleto, una casa ottocentesca appartenuta al poeta Guido Gozzano, dove ha vissuto per tanti anni.

Nel castello di Agliè conservata una delle innumerevoli sindoni che ci sono in giro per il mondo. La storia delle sindoni è piuttosto travagliata, per questo motivo evito di scrivere troppo in quest’articolo, in ogni caso è una delle tante sindoni che possedevano i Savoia. Non è molto diversa dalla sindone di Torino, con l’unica differenza di non essere praticamente conosciuta e che quando è visibile (molto raramente, di solito quando è resa visibile la sindone di Torino) le guide probabilmente vi diranno che si tratta di una copia dell’originale, anche se in materia di sindoni non esiste un “originale” essendo tutte dei “falsi” 🙂

Non mancano storie di fantasmi nel castello di Agliè, c’è una finestra del castello che per qualche strana ragione il vetro si rompe sempre, anche dopo averlo sostituito un numero innumerevole di volte. Inoltre sono ovviamente comprese le classiche apparizioni notturne di donne in vesti settecentesche. La leggenda dice che si tratterebbe (il condizionale in quest’argomento è d’obbligo 🙂 ) di Vittoria di Savoia-Soissons (1683-1763)… io sinceramente non credo ai fantasmi, ma trovo sempre pittoresco ed affascinante pensare ad un castello con il suo fantasma che si aggira di notte 🙂

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