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La grande Odissea della Fibra Tim

Poco più d’un mesetto fa ero stato informato dalla Tim della presenza della fibra ottica nel paese dove abito. Per me è stata una notizia assolutamente positiva, considerate che in media mi sono necessarie oltre 12 ore per caricare un video su Youtube, mentre con la fibra ottica ci metterei appena un paio d’ore al massimo, una bella differenza!

Così avvio la procedura recandomi presso un centro Tim nella mia zona. Scopro con piacere che il passaggio da ADSL a Fibra è completamente gratuito e che non ci sono cambiamenti del numero di telefono ed in bolletta. Passano circa 3 giorni dalla richiesta e mi arriva a casa il nuovo modem (quello che sembra uno scolapasta) e le istruzioni da seguire per l’installazione. Tutto molto semplice, è praticamente un gioco da ragazzi. Insieme al modem ricevo anche due telefoni, uno da collegare al modem, perché con il passaggio alla fibra il telefono deve prima passare attraverso il modem. Da qui iniziano i problemi.

Mi accorgo che uno dei telefoni ha un comportamento anomalo, in pratica non funziona il display. Non essendoci ancora la fibra e pensando che sia un funzionamento normale lascio il telefono collegato al modem. Avvio quindi la procedura chiamando il numero verde apposito della TIM e testuali parole: “entro 4 giorno le verrà attivata la Fibra”. Passano quindi i giorni, che da 4 diventano 5, poi passa una settimana, ne passano due. La fibra non viene attivata. Qui c’è da chiamare la trasmissione Mistero.

Ed invece chiamo di nuovo la Tim facendo una scoperta stranissima: qualcuno ha chiuso l’ordine per motivi misteriosi. Sono quindi costretto a tornare al centro TIM e l’unico modo per risolvere è farmi rimandare un altro modem e rifare tutta la procedura. Dopo pochi giorni mi arriva un nuovo modem, rifaccio tutto quanto (questa volta il nuovo telefono funziona, sia ringraziato il cielo), scoprendo che il nuovo modem che mi è stato mandato non funziona (non so se ridere o piangere) pertanto ricollego il vecchio modem e tanti saluti. Eccomi di nuovo da capo, dall’altra parte del telefono una voce registrata: “entro 4 giorno le verrà attivata la Fibra”. Che sia la volta buona?

Passano i giorni, nulla. Ma poi… qualcosa sembra essere cambiato… il telefono collegato al modem sembra funzionare, posso effettuare chiamate, ma continuo sempre a ricevere dal telefono collegato direttamente alla presa del telefono. Faccio un veloce speed test ed ho sempre l’ennesima lentezza dell’ADSL. Insomma, il passaggio alla fibra non è avvenuto, sono sempre con la vecchia ADSL, ma con i telefoni Voip funzionanti a metà (?) Ovviamente torno nel centro TIM ed inizialmente non sanno nemmeno loro cosa sia successo. Chiamate, contro-chiamate e finalmente la verità viene a galla: la centralina della fibra è piena, non ci sono spinotti disponibili.

Complimenti Tim. Ci sono livelli di coglionaggine che non si raggiungono facilmente, ma tu questa volta hai battuto ogni record. Adesso sono in attesa, non mi hanno dato dei tempi precisi, ma appena l’armadio verrà ampliato mi daranno questa benedetta fibra. Grazie.


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Quest’anno nessun calendario dell’abbandono?

Da qualche settimana alcune persone mi hanno chiesto se quest’anno avrei fatto il calendario dell’abbandono. Per chi non lo sapesse l’anno scorso avevo fatto un esperimento, avevo ovvero realizzato un calendario, messo in vendita per pochi euro, con alcune delle mie migliori fotografie nei posti abbandonati. Il calendario era carino, riuscendo anche a venderne circa una decina. Ovviamente non l’avevo fatto per guadagnarci, ma solo per tastare le acque e vedere se c’era qualche interesse verso progetti di questo tipo. Quest’anno ho deciso di non farlo, vi spigo le mie ragioni.

Il mese di novembre del calendario 2017.

L’anno scorso il problema maggiore era la stampa del calendario, per stamparlo mi sono affidato ad un negozio di stampa a Torino, dove però non mi sono trovato per nulla bene… non solo non era per nulla economico, ma il proprietario aveva una memoria così corta che nel giro d’una settimana si era persino dimenticato chi ero (mai vista persona tanto smemorata). Per telefono mi ero accordato “stampami 10 calendari, domani mattina passo a prenderli“. Inutile dire che non solo il giorno dopo quasi non si ricordava di me, ma i calendari non erano stati stampati… persi un’ intera mattinata per 10 miseri calendari. Ovviamente non è per questo che quest’anno non farò calendari, ci sono sicuramente altri posti dove poterli stampare. Il problema è che in queste settimane sono andato a chiedere in giro e non ho trovato posti che veramente mi ispirassero fiducia. Ecco che quindi quest’anno non ci sarà il Calendario dell’Abbandono. O forse no? Sto quasi pensando di realizzarlo, e renderlo disponibile gratuitamente in formato digitale… voi cosa ne dite?


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I vlog stanno cambiando le nostre abitudini?

Un cosa che mi sono sempre chiesto è: cosa pensano le persone che vedono un tizio che parla davanti ad una telecamera? Da pochi anni a questa parte è esploso il fenomeno del vlog. I vlogger sono spuntati come funghi, persone che decidono di trasformare la propria vita in un teatro, da mostrare al proprio pubblico più o meno ampio. Il fenomeno dei vlogger nasce principalmente negli USA, anche se nell’era della grande rete, dove tutto è connesso, è piuttosto difficile dire dove un qualcosa è stato effetivamente inventato.

Il focus di questo post è il seguente: quanto si sta radicando in noi l’idea naturale d’una persona che parla davanti ad una videocamera? Io guardo Matteo Montesi parlare davanti alla propria videocamera con una naturalezza e disinvoltura che ha dello straodinario. Ma se ci pensiamo, è proprio strano che una persona debba parlare “da sola” davanti ad una telecamera.

Si, questi sono semplici pensieri, che effettivamente non conducono a nulla. E’ comunque interessante tenere bene presente quanto le nostre abitudini stiano lentamente mutando, le dirette su facebook o Instagram sono l’esempio corretto di come il parlare dinanzi ad un occhio ed un orecchio virtuale sia ormai diventata la normalità.


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Il blog cambia. Per la terza volta.

Per chi non lo sapesse questo spazio web non è il mio spazio principale. Principalmente scrivo sul mio sito www.albyphoto.it o carico video su posto abbandonati o dimenticati, nel canale Youtube Albyphoto. Questo spazio, hostato da Altervista l’ho creato nel 2010, quando non avevo ben chiaro quello che volevo fare seriamente nella rete, e quindi avevo iniziato aprendo un semplice blog. Da allora molto è cambiato, io sono cresciuto, ho imparato tantissimo e tutt’ora sono in perenne crescita interiore. Eppure non voglio chiudere questo piccolo blog, non tanto per le visite, appena 100 visitatori a settimana, ma per una questione puramente sentimentale.

Quest’anno ho tentato di trasformare questo blog con la frase “una foto ogni giorno“. L’idea era quella di mettere una foto ogni giorno (ma dai…), insieme a qualche pensiero, l’idea era buona, ma difficile da realizzare, troppo spesso ho saltato più giorni e molte volte non sapevo nemmeno cosa scrivere, ho quindi capito che un blog impostato in questo modo non poteva funzionare, era troppo artificiale.

Ho quindi deciso di ricominciare da zero in questo spazio web, non sarà più “una foto ogni giorno”, ma “un pensiero quando capita”. Voglio trasformare questo blog in una piccola valvola di sfogo, dove poter scrivere quello che penso senza preoccuparmi di nulla.

Grazie.


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Un lavoro ormai scomparso

Quando ancora l’illuminazione pubblica non era elettrica. Si tende normalmente a pensare che per le strade di notte non ci fosse l’illuminazione. In realtà quando pensiamo ad una cosa del genere siamo in errore, fino alla fine del 1800, e forse anche per un breve periodo del 1900, poco prima del tramonto, addetti armati di fiamma ed in sella alla loro fidata bici, giravano la città per accedere i numerosi lampioni dediti all’illuminazione pubblica.

Erano principalmente dislocati nel centro cittadino, ed era con assoluta certezza un lavoro che richiedeva una ottima preparazione atletica.

La prossima volta che siamo in città e vediamo le luci accendersi automaticamente, pensiamo a come la vita fino ad un secolo fa fosse tanto differente.

(La foto è stata fatta a Torino, in un punto imprecisato del centro)


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Castello di Pinarolo Po

Non mi piace usare questo blog per fare semplice pubblicità, anche se di fatto sto facendo pubblicità a qualcosa che ho fatto io. Però ci tengo molto a presentare e far conoscere questo video, ma non il video in se, ma il castello abbandonato di Pinarolo Po.

Ci tengo molto infatti a far conoscere questo castello abbandonato da quasi mezzo secolo, perché è una di quelle meraviglie nascoste, che troppo spesso vengono inevitabilmente perdute.

Se potete condividete il video!


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